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Le serie minori aiuteranno il calcio italiano a ripartire

28/09/2026

Close-up of a soccer ball on a grassy field in Libya during sunset.

Da un bel po’ di tempo i tifosi italiani hanno preso in odio la pausa del campionato necessaria per dare spazio ai vari impegni della Nazionale Italiana. Questo perché fondamentalmente l’Italia non è più competitiva come un tempo, anzi è lo specchio di ciò che sta accadendo al nostro calcio. Da qui sorge spontanea una considerazione, ossia cambiare totalmente la struttura di tutto il movimento calcistico italiano per provare a risalire la china. Per evitare nuovi fallimenti e tornare a competere ai massimi livelli, non è più possibile rimandare una riforma profonda: il calcio italiano deve ripartire con coraggio dai giovani, trasformando i vivai in un vero e proprio patrimonio strategico e abbandonando la tendenza a puntare ciecamente su soluzioni estere o su profili pronti ma privi di margini di crescita a lungo termine.

In questo scenario di rifondazione, un ruolo fondamentale è giocato dalle serie minori e, in particolare, dalla Serie C. Spesso considerata una categoria di transizione, la Lega Pro rappresenta invece è una risorsa fondamentale per garantire ai giovani calciatori italiani, quelli provenienti dai vivai, di misurarsi per la prima volta con il calcio professionistico e farsi le ossa.

La Casertana punta forte sui giovani di talento come Vincenzo Arzillo

All'interno di questo panorama, club che hanno una grande storia alle spalle come la Casertana stanno dimostrando come si possa cambiare il calcio italiano dalle fondamenta. Sappiamo come i grandi club di Serie A siano piuttosto restii a puntare sui giovani, o meglio preferiscono cercare all’estero i vari talenti. Questo perché si ha la necessità di dover vincere subito. Nelle società appartenenti alle leghe inferiori non c’è chiaramente tale pressione ed è qui che i giovani calciatori italiani hanno modo di trovare terreno fertile. La Casertana è un esempio lampante di questa spinta di rifondazione per il nostro calcio, dando spazio a calciatori provenienti dai settori giovanili e renderli già competitivi in un campionato piuttosto duro. Bisogna dire come puntare però su questi talenti italiani provenienti dai vivai non significhi necessariamente rivedere i propri obiettivi, la Casertana è piuttosto competitiva grazie a quest’investimento fatto sulla sostenibilità tecnica ed economica.

Questa filosofia trova una concreta applicazione nella gestione della rosa e nella presenza di profili promettenti, come il giovane centrocampista Vincenzo Arzillo. Sebbene l'ultimo turno di campionato abbia riservato una beffa alla Casertana, sconfitta in casa dal Catania per una rete di Ierardi arrivata proprio allo scadere, al novantatreesimo minuto, dopo una partita a lungo equilibrata, la fiducia attorno al progetto tecnico rimane intatta. Vincenzo Arzillo è l’esempio lampante di un calcio italiano che può e deve ripartire dai giovani. Per il momento la carriera del giovane centrocampista, proveniente dall’Avellino, non è ancora decollata ma c’è grande fiducia intorno a questo progetto calcistico, in attesa di vederlo come grande protagonista sul rettangolo da gioco. Il suo percorso di ambientamento e maturazione atletica e caratteriale procede nel contesto ideale offerto da Caserta, e c'è la certezza che, con il passare delle giornate e il progressivo inserimento negli schemi tattici, il giovane talento saprà ritagliarsi lo spazio che merita, offrendo un contributo prezioso alla causa rossoblù e confermando la bontà di una strada che tutto il movimento italiano dovrebbe percorrere.

Il calcio italiano deve ripartire dalle serie minori, da qui si potrà consentire a giovani calciatori, dalle mille speranze, di poter creare un movimento calcistico migliore, dimenticando i disastri della nostra Nazionale Italiana.