Perché una fattura elettronica viene scartata?

Può capitare di vedersi scartare una fattura elettronica. Il Sistema di Interscambio ha al massimo 5 giorni dalla data di ricezione del file in formato XML per procedere con le dovute operazione di controllo e quindi di consegna della fattura. Si tratta di controlli propedeutici all’inoltro della fattura al corretto destinatario.

Per evitare tutto questo in che maniera bisogna procedere? Occorre controllare la fattura prima dell’invio, in modo da minimizzare il rischio di errore. Evitare che la fattura venga scartata evita anche possibili contenziosi tra le parti, oltre a dispendiose attività di rettifica.

Per maggiori approfondimenti è possibile collegarsi al sito migliori siti dating 2022.

Perchè una fattura elettronica viene scartata: 4 motivi per cui interviene il Sistema di Interscambio

L’ente preposto al controllo delle fatture e quindi al loro eventuale scarto è il Sistema di Interscambio. Esso procede a scartare il documento in 4 casi differenti:

  • mancanza di informazioni minime obbligatorie o incongruenza dei dati: nel documento non possono mancare gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione del prodotto venduto o del servizio ceduto, imponibile, aliquota e IVA;
  • incongruenza dei dati o inesistenza in Anagrafe Tributaria dei valori della partita IVA del fornitore o di quella del cliente;
  • mancanza del Codice Destinatario o dell’indirizzo PEC;
  • incoerenza tra i valori dell’imponibile, aliquota e IVA.

Nel caso in cui si tratti di documenti che devono essere firmati con firma elettronica il Sistema di Interscambio controlla anche il certificato di validità del certificato di firma. Infine si controlla che non vi sia un duplicato della fattura inviata.

Se l’SDI trova motivo per cui la fattura debba essere scartata, esso procede all’invio della notifica di scarto, questo significa che il documento non è stato processato in maniera corretta in quanto sono stati rilevati degli errori. La notifica di scarto altro non è se non un messaggio che l’SDI inoltra nel momento in cui si riscontra degli errori nel file.

La notifica di scarto viene inviata al mittente della fattura che potrà procedere alla correzione del documento, ma viene anche messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate,

La correzione di una fattura elettronica scartata

La notifica di scarto risulta estremamente importante in quanto in essa sono presenti anche i codici di errore. Quindi l’emittente saprà in maniera precisa come deve intervenire sulla fattura per renderla finalmente conforme a ciò che viene richiesto dalla legge.

Quindi proceduto alla correzione degli errori sarà possibile:

  • procedere all’invio della stessa fattura che è stata scartata con uguale data e numerazione;
  • emissione di una nuova fattura con una nuova data e una nuova numerazione;
  • emissione di una nuova fattura con nuova data e numerazione speciale. 

Per non incorrere in sanzioni per via di un’emissione tardiva del documento si consiglia di decidere in che forma emettere il nuovo documento ed inviarlo entro e non oltre i 12 giorni successivi all’effettuazione dell’operazione.

Se invece la fattura era stata emessa occorre procedere a rinvio entro 5 giorni dalla ricezione della notifica di scarto in questo modo si eviterà di incorrere nelle sanzioni previste.  Si sottolinea come i giorni presi in considerazione siano consecutivi e non lavorativi, quindi sono compresi anche i festivi.

Nel caso in cui si procedesse ad emissione tardiva del documento, verranno applicate le relative sanzioni.

Le sanzioni

Nel caso in cui si proceda ad emissione della fattura elettronica oltre i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, previsti dalla legge, si incorrerà in sanzioni amministrative. Parla di questo l’art. 6 del Decreto legislativo nr. 471/1997, il quale stabilisce delle sanzioni in caso di mancata o tardiva emissione delle fatture.

Si prevede dunque un importo tra il 90  e il 180% dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato con un minimo di 500 euro e dai 250 ai 2.000 euro se la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.

Nel caso in cui la tardiva o mancata emissione riguarda le fatture con operazioni non imponibili, esenti, non soggette a IVA o soggette a inversione contabile, la sanzione va dal 5 al 10% del valore omesso e non registrato. Infine se gli importi non registrati o omessi non concorrono alla determinazione del reddito la sanzione amministrativa va da un minimo di 250 euro a un massimo di 2.000.