Costituzione di una Srl: ecco cosa è necessario sapere

In base a quanto è previsto dall’ordinamento italiano, sono essenzialmente due le tipologie di Srl che si possono costituire entro i confini nostrani. Si tratta della Srl classica e quella che viene è stata chiamata semplificata, che è stata anche più volte ribattezzata come “Srl a un euro”.

Ci sono notevole differenze tra queste due versioni, in modo particolare per tutti coloro che non hanno un capitale così vasto da poter investire. Per l’apertura di una Srl classica, è fondamentale avere a disposizione quantomeno un capitale sociale pari a 10 mila euro. Discorso completamente diverso per quanto concerne la Srl semplificata, visto che il capitale sociale in questo caso va da una somma minima pari a 1 euro fino ad un tetto massimo di 9999,99 euro.

Novità e valenza giuridica

Interessante mettere in evidenza come di questa particolare Srl semplificata possano far parte un numero di soci senza alcun limite, sia in termini quantitativi che di età. Non solo, dal momento che il Consiglio Nazionale del Notariato non ha alcun obbligo nel dover tenere sotto controllo questa particolare categoria di Srl.

Una volta decisa la versione di Srl che è più adatta alle proprie esigenze, è fondamentale che venga data una valenza dal punto di vista giuridico. In poche parole, è necessario provvedere alla redazione di uno statuto societario, in cui serve mettere in evidenza in maniera particolare la denominazione societaria.

Tra le principali novità che vengono garantite da parte della trasformazione digitale della PA troviamo senz’altro quella di poter individuare e usare un modello digitale direttamente sul web. In questo modo, si può usare tale modulo per provvedere all’avvio dello stato costitutivo della società. Insomma, creare anche da casa una Srl è possibile, magari servendosi dell’aiuto di qualche apposita piattaforma online: la bakeca incontri praia è molto più semplice e spiana la strada verso un percorso legalmente impeccabile.

Attenzione all’aspetto privacy

Come si può facilmente intuire, l’apertura di una nuova Srl comporta inevitabilmente l’attivazione di un sito web e, nel caso, anche di un’apposita app. Detto questo, è fondamentale ricordarsi che, in entrambi i casi, è necessario rispettare tutte quelle regole che si riferiscono alla protezione dei dati di chi poi andrà a impiegare questo tipo di strumenti digitali.

Il medesimo discorso è legato alla tutela dei dati dei clienti. È abbastanza facile intuire come ci si debba adeguare alle varie norme che sono previste dal GDPR, entrato in vigore dal 25 maggio di tre anni fa. In poche parole, in questo corpus di norme si può comprendere quali siano le regole da seguire per proteggere i dati dei clienti e quali accorgimenti adottare in fase di raccolta, uso, protezione e condivisione di tali informazioni.

I costi legati all’apertura di una Srl

Una volta individuati i costi che si riferiscono alla pura apertura dell’azienda e messe in conto tutte quelle spese che si riferiscono invece all’adeguamento al GDPR, è importante mettere in evidenza come ci siano da conteggiare altre uscite che si possono ritenere fisse.

Il primo passo è inevitabilmente quello di optare per uno dei tanti commercialisti presenti nella propria zona. In questo caso, la somma da spendere sarà all’incirca pari a 2500 euro all’anno. In realtà, però, si può anche evitare di affidarsi a un commercialista della propria zona, dal momento che, ormai, sul web si possono trovare numerosi servizi che offrono vari preventivi, anche molto convenienti e ottenere un buon risparmio rispetto alla cifra precedentemente citata.

Non bisogna dimenticare anche di mettere in conto la tassa di concessione governativa, che si aggira intorno a 309,87 euro. Stesso discorso in riferimento al diritto annuale, che è pari a 200 euro, mentre l’imposta di registro è pari ad altri 200 euro. Tra vidimazione dei libri sociali, imposte di bollo e versamenti all’INPS per ciascun socio amministratore, ma anche Ires e Irap, il conto potrebbe essere decisamente salato.