Uno studio sui Dingo rivela che non sono così rari come sembrano

I dingo puri potrebbero non essere così rari come pensiamo, secondo gli autori di un nuovo studio genetico.

Lo studio

Mentre alcuni dingo hanno dentro di sé discendenze di cane domestico, altri mantengono la loro identità genetica. Ma la ricerca ha scoperto che c’era meno purezza genetica dei dingo negli stati in cui c’è più abbattimento degli animali come “cani selvatici”.

Per mantenere i dingo in natura, bisogna ridurre l’abbattimento e dobbiamo pensare meglio a come lo facciamo. È questo che causa la presenza di pochi esemplari, non la loro genetica.

La nuova ricerca ha rinnovato i dibattiti di lunga data sull’identità del dingo e su come gestirla.

La spiegazione dei ricercatori

I ricercatori hanno annunciato nel 2015 che i test genetici avevano dimostrato che ” un’ampia ibridazione ” tra dingo e cani domestici equivaleva a “morte per sesso in un’icona australiana”.

Negli ultimi 200 anni c’è stato sicuramente un processo di ibridazione. Ma gli animali che sono in natura sono ancora per lo più dingo. Le cifre hanno mostrato che il 24% dei canidi esaminati erano puri.

Non ci sono molti cani selvatici che vivono allo stato brado, contrariamente alla credenza popolare. I dingo sono predatori nativi che svolgono un ruolo importante nell’ecologia e non dovrebbero essere uccisi nei parchi nazionali.