Una nuova scansione 3D può aiutare gli scienziati a capire come funziona la mente umana

I neuroscienziati sono pronti a ottenere nuove intuizioni su come funziona la nostra mente, grazie a una svolta nella scansione 3D del cervello non invasiva.

Una nuova tecnica

Testando la nuova tecnica, chiamata imaging di localizzazione ottica diffusa (DOLI), i ricercatori dell’Università di Zurigo hanno iniettato in un topo vivo speciali microgoccioline fluorescenti che si sono distribuite nel flusso sanguigno.

Telecamere a onde corte altamente efficienti (che sfruttano una finestra spettrale nel vicino infrarosso) hanno tracciato la fluorescenza per disegnare una mappa della rete cerebrale profonda all’interno del cervello del topo.

DOLI non ha bisogno di rompere il cranio e il cuoio capelluto dell’animale per funzionare.

Dove vogliono arrivare gli scienziati


Si spera che la nuova tecnica non invasiva porti a una migliore comprensione di come funziona il cervello, incluso come si formano le malattie neurologiche.

Consentire osservazioni ottiche ad alta risoluzione nei tessuti viventi profondi rappresenta un obiettivo di vecchia data nel campo dell’imaging biomedico.

Resta da vedere se i risultati saranno replicati sugli esseri umani. Tuttavia, i ricercatori sperano già di creare immagini ancora più chiare del cervello utilizzando lo sviluppo di nuove lampade fluorescenti che sono più forti, più piccole e più stabili.

La speranza è che DOLI emerga come un potente approccio per l’imaging a fluorescenza di organismi viventi a regimi di risoluzione e profondità precedentemente inaccessibili.