Quantitative Easing: cos’è e come funziona?

Le banche centrali, dalla Federal Reserve alla Banca centrale europea (Bce), e passando per la Bank of England, possono decidere di aumentare la moneta in circolazione attraverso uno strumento di politica monetaria che è non convenzionale, che è denominato Quantitative Easing, e che spesso è indicato semplicemente con l’abbreviazione Qe.

Cos’è il Quantitative Easing

Rispetto alla politica monetaria standard che è rappresentata dalla fissazione e dalla variazione periodica dei tassi di interesse, ovverosia del costo del denaro, con il Quantitative Easing le banche centrali intervengono sul sistema finanziario ed economico immettendo liquidità attraverso l’acquisto di titoli pubblici e privati includendo pure quelli a bassa remunerazione e ad alto rischio di default.

Ogni banca centrale, nel lanciare il Qe ha autorità e spazi di manovra solo per il Paese di riferimento, e quindi la Bce per l’Europa con l’euro, la Federal Reserve per gli Stati Uniti con il dollaro, la Bank of England per il Regno Unito con la sterlina, la Bank of Japan per il Giappone con lo yen e così via.

Caratteristiche e finalità del Qe

La banca centrale, nel lanciare un Qe, comunica ai mercati la durata e l’ammontare dei titoli da acquistare dell’ordine, in genere, delle centinaia o delle migliaia di miliardi di dollari, di euro, di sterline e così via. Attualmente, per esempio la Bce, contro la regressione economica nel Vecchio Continente a causa del coronavirus, ha lanciato un massiccio piano di quantitative easing, e lo stesso dicasi, in America, per la Federal Reserve che ha addirittura lanciato un Qe senza limiti in controvalore, e quindi con acquisto di titoli che proseguirà fino a quando l’economia a stelle e strisce non tornerà a stabilizzarsi uscendo dalla pesante crisi causata dalla pandemia da Covid-19.

Gli effetti positivi del Qe sul sistema economico e finanziario sono tanti e spaziano dall’eliminazione, nei portafogli delle banche, di titoli tossici, alla generazione di liquidità da destinare a famiglie ed imprese con prestiti da parte del sistema bancario, e passando per il mantenimento del tasso di inflazione su livelli adeguati. Inoltre, il quantitative easing può servire pure per stabilizzare i mercati azionari che altrimenti, in crisi di liquidità, potrebbero crollare andando ad poi incidere negativamente sull’economia reale.

Quantitative Easing come strumento contro la speculazione

Un altro obiettivo del Qe è quello di prevenire le speculazioni sui titoli di Stato di Paesi con un elevato debito pubblico. E’ il caso, per esempio, della Banca centrale europea che con il Qe compra anche titoli di Stato italiani al fine di prevenire ogni attacco speculativo sullo spread Btp-Bund sulla curva di rendimento a dieci anni.

In altre parole, essendo uno strumento di politica monetaria non convenzionale, possiamo dire che il Quantitative Easing è una soluzione ed una scelta anti-crisi che viene adottata dalla banche centrali quando c’è il rischio di un forte deterioramento dell’economia a livello globale. Non a caso, prima dei massicci Qe lanciati ai tempi del coronavirus, lo stesso è accaduto pure quanto c’è stata la grande recessione del 2007-2008 innescata dai cosiddetti mutui subprime e dal fallimento della Lehman Brothers.