Messo a punto metodo per prevenire i terremoti provocati dall’uomo

Quando gli esseri umani pompano grandi volumi di fluido nel terreno, possono scatenare terremoti potenzialmente dannosi, a seconda della geologia sottostante. È il caso di alcune regioni produttrici di petrolio e gas, dove le acque reflue, spesso miste al petrolio, vengono smaltite iniettandole nuovamente nel terreno, un processo che negli ultimi anni ha innescato eventi sismici di notevole entità.

Ora i ricercatori del MIT , lavorando con un team interdisciplinare di scienziati dell’industria e del mondo accademico, hanno sviluppato un metodo per gestire tale sismicità indotta dall’uomo e hanno dimostrato che la tecnica ha ridotto con successo il numero di terremoti che si verificano in un giacimento petrolifero attivo.

I loro risultati, potrebbero aiutare a mitigare i terremoti causati dall’industria petrolifera e del gas, non solo dall’iniezione di acque reflue prodotte con petrolio, ma anche da quella prodotta dalla fratturazione idraulica, o “fracking”. L’approccio del team potrebbe anche aiutare a prevenire i terremoti causati da altre attività umane, come il riempimento di bacini idrici e falde acquifere e il sequestro dell’anidride carbonica nelle formazioni geologiche profonde.

Il team si è avvalso di informazioni dettagliate, accumulate dalla compagnia petrolifera in anni di attività nel giacimento petrolifero della Val D’Agri, una regione del sud Italia che si trova in un bacino tettonicamente attivo. I dati includevano informazioni sulla registrazione dei terremoti della regione, risalenti al 1600, nonché sulla struttura delle rocce e delle faglie, e sullo stato del sottosuolo corrispondente alle diverse velocità di iniezione di ciascun pozzo.

I ricercatori hanno integrato questi dati in un flusso sotterraneo accoppiato e un modello geomeccanico, che prevede come si evolvono le sollecitazioni e le deformazioni delle strutture sotterranee al variare del volume del fluido dei pori, ad esempio dall’iniezione di acqua. Hanno collegato questo modello a un modello di meccanica dei terremoti per tradurre i cambiamenti nella sollecitazione sotterranea e nella pressione del fluido in una probabilità di innescare terremoti. 

I risultati dimostrano che gli operatori possono gestire con successo i terremoti regolando i tassi di iniezione, in base alla geologia sottostante.