Merci pericolose: la normativa ADR ne disciplina il trasporto e la spedizione

Nel settore dei trasporti, una normativa, più di ogni altra, è servita da regolatore per l’intero sistema: la normativa ADR. Una serie di norme che sono state emanate nel lontano 1957 in quel di Ginevra, che ancora oggi, implementate da tutte le direttive modificate od emanate in seguito, fungono da regolatore del settore. Al punto che si può tranquillamente parlare di trasporto adr quando si parla spedizione e spostamento di merci pericolose a livello internazionale.

E non solo, visto che le normative internazionali sono state recepite, poi, anche a livello nazionale, dove alcuni autotrasportatori sono in grado di garantire la consegna in giornata nel pieno rispetto di quanto rigidamente previsto dalla normativa.

Normativa ADR: di cosa si tratta?

Queste norme sono risultate di basilare e fondamentale importanza nel settore dei trasporti ed hanno consentito di tutelare, adeguatamente, la sicurezza delle persone coinvolte nello spostamento delle merci, nonché – in senso più ampio – quella di tutti i soggetti coinvolte nel commercio delle stesse.

La normativa ADR stabilisce, in primis, quali merci siano catalogate come rischiose, separandole in base al grado di rischiosità, per poi passare alla descrizione analitica delle procedure alle quali si devono attenere i soggetti giuridici che effettuano la spedizione.

Questi ultimi, poi, sono chiamati a formare adeguatamente i propri dipendenti, che sono obbligati a seguire dei corsi di aggiornamento di una normativa particolarmente mutevole come quella ADR.

Gli operatori, in base a quanto previsto dalla ADR, devono essere in grado di porre in essere una serie di misure di sicurezza prima, durante e dopo il trasporto della merce pericolosa. Tutte queste operazioni, poi, devono essere avallate da un consulente esterno, chiamato a certificare come l’autotrasportatore adempia, compiutamente, a quanto previsto dalle rigide norme relative al trasporto adr.

Una fase molto delicata, poi, riguarda l’imballaggio, che deve essere supportato da efficienti test di collaudo per essere considerato sicuro e privo di rischi per tutti i soggetti coinvolti nel trasporto e commercio delle merci pericolose.

La normativa, poi, riserva una parte corposa alla documentazione che deve essere necessariamente prodotta per essere ritenuta valida in caso di controlli (ad esempio, dev’essere indicata la quantità di merce pericolosa trasportata e il numero dei colli), oltre alle regole che deve rispettare anche il destinatario.

Quando una merce è considerata pericolosa?

Rispettare quanto previsto dalla legge, di conseguenza, risulta di vitale importanza per qualsiasi azienda del settore, sia che essa sia la produttrice o la destinataria della merce pericolosa, in quanto è sinonimo di affidabilità e serietà degli operatori.

Affidarsi ad un autotrasportatore di questo comparto implica dei notevoli vantaggi, dalla sicurezza nello spostamento delle merci al pieno adempimento di tutte le rigide procedure da seguire nell’effettuazione di un trasporto ADR.

D’altro canto, per essere certificati, gli autotrasportatori di merce pericolosa devono seguire dei corsi di aggiornamento particolarmente impegnativi, che vengono ritenuti “superati” solo dopo severi e rigidi test ai quali non è raro assistere a delle bocciature.

Comprendere quali siano le merci considerate pericolose, inoltre, non è – a differenza di quanto si possa comunemente pensare – impresa semplice. La normativa ADR è in costante e rapida evoluzione. E non identifica solo un mero elenco delle merci definite “pericolose”, ma anche i criteri che portano a denominarle tali.

Ogni merce, poi, viene considerata più o meno rischiosa in base al grado di tossicità, reattività e infiammabilità, che devono seguire dei protocolli specifici per ogni materiale considerato pericoloso. A disciplinare questo vastissimo elenco di merci è una classificazione stilata dall’ONU: non è quindi presente il nome del materiale in sé, ma una sigla identificativa universalmente riconosciuta. In questo modo ogni possibile errore o cattiva interpretazione viene evitato, rendendo la legge ancora più trasparente.

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