L’ambiente influenza la camminata delle persone

I modelli di passo diventano più lenti e più variabili se una persona è a disagio con l’ambiente circostante, hanno scoperto i ricercatori.

Gli scienziati dell’Università di Bristol hanno scoperto che le persone che si sentivano più a loro agio negli ambienti urbani avevano schemi di passo regolari come le persone che si sentivano rilassate camminando nella natura.

I risultati mostrano che, piuttosto che essere una qualità esclusiva degli ambienti naturali, il fattore chiave di un ambiente è il modo in cui le persone si sentono a proprio agio in esso e che definisce quanto sia benefico per il benessere. Ciò significa che un ambiente urbano ben progettato può essere altrettanto vantaggioso per la concentrazione e l’attenzione dell’ambiente naturale.

Misurare i cambiamenti dei modelli di camminata di una persona attraverso un ambiente ci consente di comprendere il loro comfort vissuto momento per momento. Questo è un passo importante verso la capacità di quantificare oggettivamente l’impatto di particolari progetti architettonici sul benessere delle persone.

Gli scienziati hanno precedentemente dimostrato che trascorrere del tempo in spazi verdi come i parchi aiuta a migliorare la capacità di attenzione, la concentrazione e il benessere che possono essere dimostrati da miglioramenti nei modelli di passo misurati quando si cammina in ambienti diversi.

Poiché le nostre facoltà cognitive iniziano a diminuire con l’età avanzata, i modelli di passi che facciamo con i nostri piedi diventano più lenti e più variabili, rispetto a quando siamo più giovani nel pieno della nostra salute.

Questo non solo suggerisce che gli ambienti in cui ci sentiamo a nostro agio e al sicuro, richiedono meno elaborazione al nostro cervello, ma dimostra come misurare le dinamiche in tempo reale della nostra andatura ci fornisca un nuovo potente strumento per informare sugli impatti cognitivi di architettura e urbanistica. I ricercatori stanno ora cercando di capire quali fattori psicologici contribuiscono al disagio sensoriale.