Dire bugie non aiuta a riconoscere le emozioni altrui

Se mentiamo a qualcuno, potremo trovare più difficile individuare cosa pensa o sente quell’altra persona. Questa è la principale novità di un nuovo studio che esamina le “conseguenze indesiderate del comportamento disonesto”.

La novità sulle bugie

Anche una piccola azione disonesta può compromettere la nostra capacità di leggere le emozioni degli altri, secondo una nuova ricerca.

Che si tratti di sofferenza o gioia, l’empatia ci aiuta a sentire ciò che prova un’altra persona e, spesso, la nostra capacità di entrare in empatia è il motivo per cui scegliamo di fare buone azioni e aiutarci a vicenda.

Ma questo significa che l’empatia e il comportamento etico sono la stessa cosa?Qual è la relazione tra atti disonesti e sentimenti empatici?

Il nuovo studio e le conseguenze delle menzogne

Una nuova ricerca, guidata da Ashley E. Hardin, assistente professore di comportamento organizzativo presso la Olin Business School della Washington University di St. Louis., osserva come gli atti non etici o disonesti influenzano “l’accuratezza empatica”, o il capacità di leggere le emozioni di un’altra persona.

Hardin e colleghi hanno scoperto che le azioni disoneste possono “danneggiare le relazioni interpersonali attraverso un determinato canale: la capacità degli individui di rilevare le emozioni degli altri”.

I ricercatori hanno pubblicato i loro risultati nel Journal of Experimental Psychology: General.

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