Come aprire uno studio legale

Quella dell’avvocato è una professione oggettivamente affascinante. Ecco il motivo per cui, nonostante la forte concorrenza, sono sempre di più i giovani che decidono di intraprenderla.

Quando si arriva alla fine del lungo percorso di preparazione necessario a ottenere il titolo, ci si trova davanti a un bivio di grande rilevanza e alla scelta tra l’apertura di uno studio personale o il lavoro presso quello di un altro professionista.

La prima opzione, anche se oggettivamente difficoltosa da concretizzare, è foriera di numerose soddisfazioni. Se stai pensando di intraprendere questa strada e sei alla ricerca di consigli su come aprire il tuo studio legale, nelle prossime righe trovi qualche dritta preziosa al proposito.

L’importanza della nicchia

Come già detto, chi si appresta a svolgere la professione di avvocato in Italia deve mettersi nell’ottica di avere a che fare con una concorrenza agguerrita. Basta fare un giro per le strade delle nostre città per accorgersi che gli studi legali sono a dir poco numerosi (uno dei più celebri a Roma è lo studio legale Moscato).

Affrontarla è possibile definendo prima di tutto la nicchia a cui si intende rivolgere. Parlare di avvocatura significa infatti chiamare in causa diversi ambiti, da quello penale, al civile, allo stragiudiziale.

Si può offrire tutto e riunire diverse professionalità sotto al medesimo nome ma, nel mondo di oggi, lavorare considerando una specifica nicchia paga tantissimo.

Gli adempimenti burocratici

Una volta chiarito questo aspetto, si apre il capitolo degli adempimenti burocratici. Per aprire il proprio studio legale è infatti necessario registrarsi presso l’Agenzia delle Entrate e formalizzare l’apertura della Partita IVA.

Fondamentale è anche perfezionare l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la locale Camera di Commercio. Diamo per assodata la consapevolezza di poter iniziare l’attività di studio legale solo se è tutto a posto per quanto riguarda l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati e alla previdenza forense.

Quali sono i costi da affrontare?

Sono tanti gli aspiranti avvocati che, desiderosi di aprire uno studio legale in proprio, si interrogano sui costi che è necessario affrontare. Rispondere a questa domanda è difficile perché sono numerosi i fattori in gioco. Prima di tutto, è necessario considerare la tipologia di locale scelto per ospitare l’attività, la sua estensione e la collocazione (p.e. centro città o periferia).

Un aspetto senza dubbio vantaggioso riguarda il fatto che, in generale, quando si deve arredare uno studio legale non è necessario sborsare cifre eccessive per l’arredamento.

Lo stile deve infatti essere il più possibile orientato alla sobrietà e, parliamoci chiaro, di elementi che soddisfano questi criteri se ne trovano tanti a cifre più che convenienti.

Assicurazione, collaboratori, software

Per aprire uno studio legale è necessario essere a norma per quanto riguarda l’assicurazione che copre sia la responsabilità civile, sia gli infortuni.

Il capitolo collaboratori varia chiaramente a seconda della tipologia di lavoro e del giro di clienti. Di certo c’è che, al giorno d’oggi, grazie al remote working è possibile dare vita a collaborazioni di ottimo livello con diversi professionisti abbattendo notevolmente i costi.

Un aspetto fondamentale da considerare è quello dei software professionali. Sono numerosi quelli necessari all’attività di un avvocato e vanno dai programmi per le fatture elettroniche fino ai gestionali. A tal proposito, può essere utile contattare un esperto in modo da partire già con le idee chiare su cosa acquistare e da evitare di buttare via soldi seguendo la moda del momento.

Concludiamo ricordando l’importanza di non trascurare il web come canale di acquisizione clienti. Ciò significa sia avere un sito di qualità, sia utilizzare social come LinkedIn per costruire relazioni professionali di qualità.

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