Cani e maiali vivi usati per esperimenti da incidente stradale

L’associazione PETA per i diritti degli animali ha condannato l’uso di cani e maiali vivi come manichini di prova per crudeli test sugli incidenti stradali. Stando ad un post sul blog sul sito web PETA, gli sperimentatori dell’Istituto di ricerca per la medicina del traffico e l’ ospedale Daping utilizzano regolarmente “animali spaventati e abusati nei seggiolini auto e li schiantano contro i muri fino a quando i loro corpi sono sanguinanti, contusi e mutilati”.

Le accuse dell’associazione

PETA afferma inoltre che questi “esperimenti violenti” forzano “gli animali su un sedile rigido a forma di L in una posizione umana. Hanno quindi attaccato un disco alla testa con una fune metallica, si ritrovano i sensori nella testa, hanno la testa sollevata dalle orecchie. Dopodiché vengono spinti violentemente all’indietro affinché subiscano un colpo di frusta, e avvertano difficoltà a muovere gli arti posteriori”.

Gli sperimentatori hanno legato i suini vivi a una slitta di metallo per otto ore senza fornire loro acqua o cibo, hanno avvitato loro un blocco di metallo nel bacino. Poi, hanno inserito gli elettrodi nell’addome, li hanno sbattuti contro un muro portandoli a morire.

Le alternative della PETA

Facendo esplodere tali pratiche, PETA sostiene che ci sono altre alternative che dovrebbero essere utilizzate per la ricerca sugli incidenti stradali.

Al giorno d’oggi, le aziende utilizzano tecnologie avanzate, come studi clinici sull’uomo, modellistica computerizzata avanzata. Ma anche imaging medico 3D e manichini sofisticati.

Altri ricercatori hanno anche usato i cadaveri umani e la realtà virtuale (manichini di crash digitali) per lo stesso scopo.

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