Cambiamenti climatici: i satelliti possono risolvere il problema?

Per più di tre decenni, agenzie spaziali come la NASA e l’ESA hanno osservato la Terra dallo spazio. Lo scopo è quello di tenere d’occhio i modelli meteorologici e il clima globale. Forse saranno proprio i satelliti a trovare una soluzione per i cambiamenti climatici?

Il programma europeo

Il più completo programma europeo di osservazione della Terra, Copernicus, monitora l’ambiente terrestre. Tiene soprattutto d’occhio i livelli di CO2 nell’atmosfera, l’innalzamento del livello del mare, le inondazioni, i terremoti e l’aumento delle temperature globali.

Una delle prossime missioni è stata presentata allo Space Expo, ed è chiamata Environmental Mapping and Analysis Program (EnMap).

EnMap sfrutta i sensori degli iper spettri ad alta risoluzione per monitorare l’ecosistema terrestre. Gli scienziati l’hanno messo a punto nei minimi dettagli basando il suo funzionamento tecnologia multispettrale che ha una risoluzione molto più bassa. Sono così maggiori le possibilità di acquisizione delle immagini.

Lo scopo del nuovo satellite

Il nuovo satellite riesce ad immortalare tutto ciò che non è visibile ad occhio nudo. Le immagini satellitari potrebbero dunque contenere, tra le altre cose, le prove fisiche su minerali e altri materiali in superficie. In tal modo gli scienziati possono anticipare l’esito di eventuali cambiamenti che potrebbero coinvolgere il clima.

Ad esempio, se la superficie dell’oceano contiene microplastiche, un satellite iperspettrale può rilevare prove di molecole polimeriche esistenti catturando i dati contenuti nella luce solare riflessa.

Cornelius Schalinski, sviluppatore aziendale della nuova tecnologia EnMap è convinto che questo nuovo strumento possa sostituire le tradizionali misurazioni “in situ” che richiedono scavi e analisi sul campo. Schalinski ha sottolineato che lo scopo è quello di misurare e monitorare i parametri ambientali ogni giorno, su scala internazionale.