Stimolare il cervello migliora la memoria, lo studio
di Redazione
30/09/2021
La stimolazione cerebrale inibitoria consente una migliore memorizzazione riducendo la potenza delle onde beta nel cervello.
I ricordi di eventi ed esperienze passate sono ciò che ci definiscono come chi siamo, eppure la capacità di formare questi ricordi episodici diminuisce con l'età, alcune demenze e lesioni cerebrali. Tuttavia, uno studio mostra che a bassa frequenza ripetitiva stimolazione magnetica transcranica-o rTMS-consegnati nel corso della corteccia prefrontale sinistra del cervello può migliorare le prestazioni della memoria riducendo la potenza delle onde cerebrali a bassa frequenza quando si formano i ricordi.
Sulla base delle attuali conoscenze del cervello e degli effetti rTMS, i ricercatori hanno ipotizzato di poter migliorare la memoria episodica e, nel processo, generare obiettivi per future terapie legate alla memoria.
I ricercatori hanno prima analizzato i dati passati di 40 studenti universitari a cui era stato chiesto di memorizzare elenchi di parole. La metà degli studenti ha ricevuto una lenta rTMS sulla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra mentre cercava di memorizzare le parole, e l'altra metà ha ricevuto una rTMS su una regione di controllo del cervello. In un nuovo esperimento, i ricercatori hanno raccolto dati da 24 studenti universitari che hanno eseguito ciascuno un compito di memoria simile in entrambe le condizioni rTMS.
L'analisi di entrambi i set di dati ha rivelato che le prestazioni della memoria erano migliori per le parole memorizzate mentre veniva stimolata la corteccia prefrontale sinistra. Esaminando i dati EEG registrati durante gli esperimenti, i ricercatori hanno scoperto che il lento rTMS applicato alla regione prefrontale ha portato a una riduzione della potenza delle onde a bassa frequenza (beta) nella regione parietale del cervello, che è nota per essere coinvolta in attenzione e percezione.
I risultati elettrofisiologici suggeriscono che la stimolazione frontale influisce su una rete più ampia e migliora la formazione della memoria inibendo le aree parietali. Questi sono effetti complessi ma interessanti che richiedono ulteriori esperimenti per comprendere meglio le loro basi neurali.
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