Sanificazione Covid: come funzionano gli atomizzatori?

Negli ultimi due anni, abbiamo imparato a familiarizzare con il termine sanificazione in rapporto al SARS-CoV-2. Questa operazione, che consente di eliminare da una superficie gli organismi potenzialmente patogeni come appunto il Coronavirus, viene svolta da professionisti qualificati attraverso diversi strumenti. Uno di questi è l’atomizzatore. Come si può evincere dando un’occhiata al sito di incontri gay pordenone, una delle realtà più attive in Italia per quanto riguarda la commercializzazione di prodotti per la pulizia professionale, esistono atomizzatori di diverse marche.

Chiarito questo aspetto, è naturale chiedersi come funzionino. Se vuoi sapere qualcosa di più in merito, non devi fare altro che proseguire nella lettura delle prossime righe di questo articolo.

Atomizzatore: di cosa si tratta?

Partiamo dalle basi, cercando di capire di cosa si parla quando si nominano gli atomizzatori. Si tratta di macchine che, come già detto, vengono utilizzate in sede di sanificazione professionale con lo scopo di nebulizzare soluzioni liquide. Queste ultime, sottoposte a una pressione molto elevata, vengono nebulizzate e, passando attraverso appositi ugelli, si trasformano in goccioline di dimensioni molto piccole.

A questo punto, ti starai senza dubbio chiedendo quali siano queste soluzioni liquide. Nel caso della sanificazione, si ha a che fare con disinfettanti e biocidi. Questi ultimi, vengono caricati con un meccanismo di natura elettrostatica.

Proseguendo con l’elenco delle caratteristiche degli atomizzatori per sanificazione facciamo presente che, in linea di massima, le particelle che rilasciano nell’aria sono comprese tra i 20 e i 180 micron.

Per capire bene con cosa si ha a che fare ricordiamo che, nel caso dell’acqua, la dimensione delle particelle viene ridotta di dieci volte, passando da 200 a 20 micron. Il principale vantaggio del loro utilizzo è legato alla possibilità di consentire al prodotto disinfettante di raggiungere, a seguito del singolo spruzzo, qualsiasi superficie presente nella stanza.

Tipologie disponibili

In commercio esistono diverse tipologie di atomizzatore. Ecco le principali:

  • A zaino: in questo caso il macchinario viene chiaramente tenuto in spalla e l’operatore distribuisce la soluzione liquida nebulizzata attraverso un serbatoio ad hoc. Il principale vantaggio di questa soluzione riguarda la possibilità di raggiungere agevolmente tutte le zone interessate dal processo di sanificazione, spostandosi anche di stanza in stanza in tempi rapidi. Inoltre, in virtù delle caratteristiche della lancia si può parlare di una presa comoda e di una notevole maneggevolezza;
  • A pistola: questa tipologia di atomizzatore permette di coprire ambienti che, in linea generale, si contraddistinguono per un’estensione di circa 90/100 metri quadri. In questo frangente l’operatore ha dalla sua indubbiamente il peso. La tipologia di atomizzatore in questione, infatti, si aggira fra i 2,5 e i 3 kg.

Un doveroso cenno va dedicato anche all’alimentazione, che può essere a cavo, a batteria o a scoppio. Non esiste una soluzione migliore delle altre e il motivo è uno e uno solo: tutto dipende dall’uso che si ha intenzione di fare del macchinario.

Chi può utilizzare l’atomizzatore?

Un atomizzatore per la sanificazione può essere utilizzato potenzialmente da chiunque. Come già detto, però, alla base deve esserci un certo livello di professionalità. In primo luogo, è necessario essere in grado di scegliere i prodotti giusti a seconda della situazione. In secondo luogo bisogna avere a disposizione i dispositivi di protezione individuale adatti a una sanificazione professionale.

Questo significa “andare sul campo” con guanti monouso, mascherine filtranti ffp3, tute protettive che coprono tutto il corpo. Inoltre, come ormai chiunque ha imparato in questi due anni di pandemia, prima di procedere alla sanificazione è opportuno dare spazio all’igienizzazione. Si tratta della classica operazione di pulizia grazie alla quale è possibile eliminare lo sporco visibile (p.e. tracce di polvere e macchie di grasso). Anche in questo caso è necessario far intervenire professionisti esperti, in grado di gestire al meglio la situazione conciliando tempi – la sanificazione viene effettuata in luoghi di lavoro che hanno ritmi ben precisi – e qualità della procedura.