Nuova Zelanda affronta il contagio, mentre la Cina arresta la pandemia

Per il quinto giorno consecutivo, la Cina non ha segnalato nuove infezioni locali di COVID-19 nella provincia di Hubei, ex epicentro dell’epidemia globale. Se dunque il paese asiatico, potrebbe pure festeggiare, altri paesi stano sul chi va là. Infatti, Nuova Zelanda, Australia, India e Emirati Arabi Uniti stanno adottando misure severe per combattere la crescente pandemia.

La situazione neozelandese

Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern ha dichiarato che entro 48 ore a partire da lunedì 23 Marzo il Paese sarà bloccato per un mese per fermare la diffusione del micidiale coronavirus e prevenire la morte di migliaia di neozelandesi.

Solo nella giornata di domenica 22 Marzo la nazione arcipelago ha riferito di 36 nuovi casi di COVID-19, la maggior parte dei quali collegati ai viaggiatori. Tuttavia, i medici non sono stati in grado di capire come i nuovi pazienti abbiano contratto il virus, suggerendo che ora si sta diffondendo nella comunità.

Attività tutte chiuse

Se il contagio nella comunità decolla, il numero di casi potrebbe raddoppiare ogni cinque giorni. Se ciò dovesse accadere, tutto il sistema sanitario andrà KO e migliaia di neozelandesi moriranno.

Nei prossimi due giorni, dunque, tutte le attività non essenziali devono chiudere, tutti gli eventi e le riunioni saranno cancellati. Gli studenti tutti a casa fatta eccezione per i figli dei lavoratori essenziali.