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Monopattino elettrico: regole aggiornate 2026

07/10/2026

Monopattino elettrico: regole aggiornate 2026

Chiunque abbia percorso una ciclabile urbana negli ultimi mesi si è trovato a condividere lo spazio con una quantità crescente di monopattini elettrici, guidati da persone di ogni età, con stili di guida che variano dall'attento al spericolato. Il fenomeno non è nuovo, ma il quadro normativo che lo regola ha subito modifiche sostanziali rispetto agli anni dell'esordio, e oggi — tra il Codice della Strada aggiornato, le ordinanze comunali e le circolari ministeriali che si sono accumulate — orientarsi richiede un certo sforzo anche per chi usa il mezzo quotidianamente. Le monopattino elettrico regole vigenti nel 2026 rappresentano un sistema più articolato di quanto non fosse al momento dell'introduzione ufficiale del veicolo nel traffico urbano italiano.

Il punto di partenza è la revisione del Codice della Strada entrata in vigore con la legge n. 177/2024, che ha ridisegnato in modo organico la categoria dei veicoli a mobilità personale, collocando il monopattino elettrico in una classe autonoma soggetta a obblighi precisi. Prima di quella riforma, la normativa si reggeva su un intreccio di decreti ministeriali, proroghe e interpretazioni circolari che lasciavano ampi margini di ambiguità; oggi il quadro è più definito, anche se permangono zone grigie nella regolamentazione locale, dove i Comuni conservano margini discrezionali non trascurabili.

Vale la pena esaminare con attenzione ciascuna delle prescrizioni principali, perché la distanza tra ciò che gli utenti credono di sapere e ciò che la legge effettivamente dispone è spesso considerevole: sanzioni che si pensano minori risultano ben più pesanti alla prova dei fatti, e alcune cautele — come il casco — vengono ancora percepite come facoltative quando non lo sono più, almeno per determinate fasce d'età.

Caratteristiche tecniche omologate e limiti di velocità per i monopattini elettrici

Per circolare legalmente su strada, un monopattino elettrico deve rispettare precisi parametri costruttivi: potenza nominale continua del motore non superiore a 0,5 kW, velocità massima limitata elettronicamente a 25 km/h su strada ordinaria e a 6 km/h nelle zone pedonali — laddove sia esplicitamente consentito l'accesso. Il peso del veicolo a vuoto non può superare i 35 kg, limite che esclude alcune categorie di mezzi cargo o con doppio motore presenti sul mercato, spesso venduti con configurazioni non conformi alla norma italiana. Il conducente è tenuto a verificare queste caratteristiche prima dell'acquisto, non affidarsi alla generica etichetta "conforme CE", che attesta la conformità al diritto europeo ma non necessariamente ai requisiti specifici del Codice della Strada italiano. I monopattini devono inoltre essere dotati di freni su entrambe le ruote, luce anteriore bianca e posteriore rossa ad attivazione automatica, campanello o avvisatore acustico, e — dal 2025 — di un dispositivo di rilevazione della velocità visibile al conducente.

Obbligo del casco: chi deve indossarlo e in quali condizioni

L'obbligo del casco omologato è forse il punto su cui si concentra la maggiore confusione tra gli utenti: la norma vigente lo impone a tutti i conducenti di età inferiore ai 18 anni senza eccezioni, mentre per i maggiorenni l'obbligo scatta in presenza di determinate condizioni — tra cui la circolazione su strade con limite superiore a 30 km/h nei tratti non dotati di pista ciclabile dedicata. In pratica, nelle zone 30 sempre più diffuse nei centri urbani italiani, un adulto può tecnicamente circolare senza casco; ma non appena il mezzo esce da quel perimetro per attraversare un viale o una strada extraurbana di accesso, l'obbligo torna operativo. La sanzione per mancato utilizzo del casco ove prescritto va da 50 a 150 euro, raddoppiabile in caso di recidiva entro due anni; per i minorenni la responsabilità ricade sull'accompagnatore maggiorenne presente, con sanzione a carico di quest'ultimo. Indossare un casco non omologato — come accade con certi modelli da ciclismo leggero o da skate privi di certificazione ECE 22.06 o equivalente — equivale a non indossarlo affatto ai fini sanzionatori.

Dove è consentita la circolazione: strade, piste ciclabili e zone vietate

La gerarchia degli spazi ammessi per i monopattini elettrici segue un criterio di priorità che molti conducenti tendono a invertire nella pratica: la pista ciclabile è la sede naturale e preferenziale, le strade con limite a 30 km/h costituiscono l'alternativa ammessa in assenza di percorso ciclabile, mentre le strade ordinarie con limite superiore sono vietate salvo deroghe comunali esplicite. Il marciapiede è sempre vietato, con una sola eccezione: la zona a traffico limitato con presenza di area pedonale dove il Comune abbia espressamente autorizzato la circolazione dei monopattini a passo d'uomo (non oltre 6 km/h). Le autostrade, le strade extraurbane principali e le strade di scorrimento urbano sono categoricamente escluse. Le rotatorie rappresentano un caso particolare: la normativa consente il transito se la velocità di progetto della rotatoria è compatibile con la sicurezza del mezzo, ma molti Comuni hanno emesso ordinanze restrittive che vietano il percorso anulare interno, obbligando l'utente a smontare e attraversare sulle strisce pedonali. Verificare le ordinanze locali non è un adempimento burocratico secondario: in città come Milano, Roma, Bologna e Napoli le regole integrative cambiano in modo significativo il perimetro di utilizzo legale.

Targa, assicurazione e documenti: l'assetto normativo attuale

La targa obbligatoria per i monopattini elettrici — prevista nella bozza di riforma circolata nel 2023 e poi ritirata — non è stata introdotta nella versione definitiva della legge 177/2024, ma il dibattito è rimasto aperto e alcune proposte parlamentari del 2025 hanno riproposto l'ipotesi di un contrassegno identificativo non assimilabile alla targa tradizionale. Allo stato attuale, i monopattini elettrici non richiedono immatricolazione né targa, non sono soggetti all'obbligo di assicurazione RC obbligatoria ai sensi del Codice delle Assicurazioni Private — anche se l'assenza di copertura assicurativa espone il conducente a responsabilità civile illimitata in caso di sinistro con danni a terzi. Stipulare una polizza volontaria, spesso abbinabile alla propria RC capofamiglia o disponibile come prodotto standalone a costi contenuti, rimane una scelta di gestione del rischio che la normativa non impone ma che le conseguenze patrimoniali di un incidente rendono difficile da ignorare. Il conducente deve avere con sé un documento di identità valido; la patente di guida non è richiesta, ma l'età minima per guidare un monopattino elettrico su strada è fissata a 14 anni.

Sosta, parcheggio e regole per i servizi di sharing

La sosta dei monopattini elettrici è disciplinata in modo molto più stringente rispetto a pochi anni fa, quando l'abbandono del mezzo in posizione casuale sul marciapiede era prassi tollerata o al più sanzionata in modo sporadico. Oggi la normativa nazionale stabilisce che il monopattino deve essere posteggiato parallelamente al bordo del marciapiede, in corrispondenza degli stalli segnalati o, in assenza, a ridosso di arredi urbani senza ostruire il passaggio pedonale minimo garantito (fissato a 1,5 metri di larghezza libera). Per i servizi di sharing — che a Milano, Roma, Torino e altre grandi città operano con flotte di diverse centinaia di mezzi — le piattaforme sono tenute a far rispettare le aree di parcheggio autorizzate tramite geofencing, e possono applicare penali agli utenti che terminano la corsa fuori dalle zone consentite. Le Amministrazioni comunali hanno la facoltà di ridurre il numero di operatori autorizzati e di imporre tetti massimi alla dimensione delle flotte, strumenti che diverse città hanno già esercitato dopo le prime fasi di proliferazione incontrollata. Il mancato rispetto delle regole di sosta da parte del proprietario di un mezzo privato comporta una sanzione da 26 a 102 euro, con possibile rimozione forzata del veicolo.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.