Le persone che soffrono di afantasia non si spaventano: lo studio

Le persone con afantasia, ovvero l’incapacità di visualizzare le immagini mentali, sono più difficili da spaventare con storie spaventose. Questo è emerso da un nuovo studio dell’UNSW a Sydney.

Lo studio

Lo studio ha testato il modo in cui le persone afantasiche hanno reagito alla lettura di scenari angoscianti, come essere inseguiti da uno squalo, cadere da un dirupo o trovarsi su un aereo che sta per schiantarsi.

Secondo i risultati, le storie spaventose hanno perso il loro fattore di paura quando i lettori non potevano immaginare visivamente la scena, suggerendo che le immagini potrebbero avere un legame più stretto con le emozioni di quanto gli scienziati pensassero in precedenza.

Per testare il ruolo delle immagini visive nella paura, i ricercatori hanno guidato 46 partecipanti allo studio (22 con afantasia e 24 con immagini) in una stanza annerita prima di attaccare diversi elettrodi alla loro pelle. Gli scienziati hanno quindi lasciato la stanza e hanno spento la luce, mentre una storia ha iniziato ad apparire sullo schermo di fronte a loro.

All’inizio, le storie sono iniziate in modo innocuo, ad esempio “Sei in spiaggia, in acqua” o “Sei su un aereo, vicino al finestrino”. Ma mentre le storie continuavano, la suspense cresceva lentamente. I livelli di conduttività della pelle hanno iniziato rapidamente a crescere per le persone che erano in grado di visualizzare le storie. Più le storie andavano avanti, più la loro pelle reagiva. Ma per le persone affette da afantasia, i livelli di conduttività della pelle sono praticamente piatti.

Intenzioni dei ricercatori

I ricercatori hanno in programma di indagare su come disturbi come l’ansia e il Disturbo Post Traumatico da Stress potrebbero essere vissuti in modo diverso dalle persone affette da afantasia.

L’afantasia è la diversità neurale. È un esempio straordinario di quanto possano essere diversi il nostro cervello e le nostre menti.