La scienza spiega perchè i gatti cacciano anche se domestici

La predazione della fauna selvatica da parte dei gatti domestici ( Felis catus ) rappresenta una minaccia per la conservazione della biodiversità in alcuni contesti ecologici. Le proporzioni di prede selvatiche catturate e mangiate dai gatti domestici e quindi i contributi delle prede selvatiche alla dieta dei gatti sono difficili da quantificare. In un nuovo studio, un team di ricercatori dell’Università di Exeter ha analizzato le diete dei gatti domestici attraverso l’analisi isotopica stabile dei baffi dei gatti e di campioni di alimenti selvatici e di scorta; hanno scoperto che i gatti che catturano regolarmente animali selvatici ottengono ancora la maggior parte del loro nutrimento dagli alimenti forniti.

La predazione di animali selvatici da parte dei gatti domestici, in combinazione con la loro distribuzione e abbondanza globali, costituisce un pericolo per la conservazione della biodiversità in una serie di contesti ecologici. In particolare, i gatti che vivono sulle isole sono spesso considerati specie invasive e non autoctone responsabili del declino, dell’estirpazione e, in alcuni casi, dell’estinzione delle specie endemiche.

I ricercatori hanno usato prove forensi dai baffi dei gatti per vedere cosa mangiavano i normali cacciatori di animali selvatici.

Hanno tagliato un baffo a ogni gatto nello studio, una volta all’inizio e una volta alla fine. Sono stati quindi analizzati rapporti isotopici stabili nei baffi, consentendo di identificare le fonti di proteine ​​provenienti da diversi alimenti selvatici e forniti.

I risultati hanno mostrato che circa il 96% della loro dieta proveniva dal cibo fornito dai loro proprietari, mentre solo il 3-4% proveniva dal consumo di animali selvatici.

Questo studio rassicura i proprietari di gatti che cacciano che il motivo per cacciare è istintivo, non guidato da esigenze nutrizionali.