Fossile ricostruisce la vera vita dell’Homo Erectus

I paleontologi hanno portato alla luce il più antico fossile appartenente alla specie ominide di Homo erectus. Il teschio fossile di 2 milioni di anni, trovato in Sudafrica, suggerisce che il parente umano primitivo fosse vissuto tra 100.000 e 200.000 anni prima di quanto si pensasse.

La rivoluzione della vita  dell’Homo Erectus

Il cranio di Homo erectus trovato, probabilmente di età compresa tra 2 e 3 anni quando è morto, mostra che il suo cervello era solo leggermente più piccolo di altri esempi di Homo erectus adulto. A seguire questa ricerva Andy Herries, professore di ricerca e capo dell’archeologia e il dipartimento di storia dell’Università La Trobe in Australia.

Utilizzando metodi di datazione ad alta risoluzione, gli scienziati hanno confermato che il cranio fossile ha almeno 2 milioni di anni, il che significa che l’ Homo erectus ha condiviso il continente africano con almeno altre due specie di ominidi, Paranthropus robustus e Australopithecus sediba.

Una nuova storia per questi ominide?

Poiché il cranio precede i fossili di altri Homo erectus sia all’interno che all’esterno dell’Africa, gli scienziati suggeriscono che la scoperta dimostra che l’ Homo erectus è emerso e si è evoluto in Africa, non in Asia, come è stato precedentemente suggerito.

Addirittura pare che l’ Homo erectus probabilmente non si si evoluto nell’Africa orientale come spesso si pensava, ma forse da qualche altra parte in Africa, o potenzialmente nello stesso Sud Africa.