Crisi economica: cos’è il piano di risanamento e perché può salvare la vita di un’impresa

Lo scoppio della pandemia continua a lasciare i propri segni. Se l’emergenza sanitaria, almeno per il momento, sembra essersi allentata, le macerie del Covid, ora, si palesano in modo evidente nell’economia reale. È inutile negare, infatti, che l’avvento del coronavirus abbia mutato radicalmente lo scenario economico nazionale ed internazionale.

Per un paese come l’Italia, particolarmente votato all’export, si preannunciano tempi duri specie nei prossimi mesi, quando, probabilmente, si registrerà una domanda esterna in tono assai minore. Ed è in questo contesto che molte aziende devono attuare un risanamento aziendale come spiegato anche su studiofranconada.it, al fine di mettere in atto tutte quelle forme di resilienza che consentano alle stesse di poter superare questa delicata fase del ciclo economico internazionale.

Risanamento aziendale: quando si rende indispensabile?

D’altro canto, guardando all’attuale realtà, i primi segni di un forte rallentamento del mondo produttivo sono evidenti: i mesi del lockdown hanno generato una contrazione degli ordinativi e del numero dei clienti. Il tutto, purtroppo, è maturato in un contesto assai poco di supporto per il mondo produttivo, complice la tipica lentezza burocratica italiana, che passa dal rigido apparato statale ad un mondo bancario che, in alcuni casi, non ha fornito risposte celeri al sostentamento delle aziende.

Come citato poc’anzi, un’arma a disposizione delle imprese resta, senza alcun dubbio, quella di procedere ad un risanamento aziendale, che possa supportare le imprese in un contesto macroeconomico particolarmente ostile. E la legge, in tal senso, fornisce alcune opportunità al mondo produttivo, al quale spetta il compito di affidarsi, in questi casi, a professionisti qualificati ed esperti.

Il piano di risanamento, d’altronde, è l’ultima arma a disposizione di un’impresa per evitare il fallimento, allo scopo di ripristinare la normale attività aziendale. Lo si attua, di norma, quando l’ammontare dei debiti inizia ad assumere un volume troppo elevato e rischia di compromettere la vita dell’azienda stessa: un’impresa che fallisce, infatti, è tecnicamente morta. Il piano di risanamento, invece, punta a farla sopravvivere.

Lo scopo del risanamento, di conseguenza, non è solo quello di salvare un’azienda, ma anche, se non soprattutto, di consentirle un normale ripristino della propria attività commerciale. Quando si accede ad un piano di risanamento, l’azienda si trova in uno stato di crisi ed insolvenza considerata transitoria e rimediabile: qualora la situazione fosse gravissima ed irrimediabile, non esiste alcun piano che possa consentire alla stessa di sopravvivere.

Quali sono gli step da eseguire per attuare un efficace piano di risanamento

Prima di approcciare a questo strumento, di conseguenza, è indispensabile eseguire un completo “check up” della salute aziendale, per poter comprendere, compiutamente, se sia effettivamente possibile procedere al risanamento, oppure, viceversa, sia inevitabile affrontare un fallimento. Il primo indispensabile step consiste nella rilevazione dei debiti aziendali e della necessità che i creditori vengono soddisfatti per evitare che possano attuare qualsivoglia forma di rivalsa nei confronti dell’impresa stessa.

Un punto cruciale in un’azione di risanamento, per l’appunto, è quello di stabilire le modalità di pagamento con i creditori; quest’ultimi, poi, sono tenuti a dare una risposta, che, qualora fosse negativa, rischia di compromettere l’attuazione del piano di risanamento. Una volta trovato un accordo con i creditori, l’azienda deve mettere a punto il riequilibrio della propria situazione finanziaria e delle prospettive economiche future.

Questo passaggio è di vitale importanza, in quanto consente di capire se l’azienda possa disporre della sufficiente liquidità per far fronte regolarmente a tutti i suoi impegni: dalle tasse agli affitti o mutui, passando per gli emolumenti e tutti i contributi statali da assolvere. Tutte queste misure, poi, devono essere adeguatamente certificate per rendere il piano di risanamento effettivamente in vigore, dando modo all’azienda di poter svolgere la propria attività.