Come diventare interior designer

Casa dolce casa: questo adagio, nell’ultimo anno è diventato sempre più centrale nelle nostre vite. Le restrizioni imposte a causa del contagio da SARS-CoV-2, infatti, hanno portato tantissime persone a ripensare le peculiarità dei propri spazi domestici.

In queste situazioni, è opportuno rivolgersi a dei professionisti qualificati. Nell’elenco troviamo gli architetti, ma anche gli interior designer. Nelle prossime righe di questo articolo, ci soffermeremo in particolare sull’ultimo dei due casi. Come si diventa interior designer? Quanto spazio c’è, nel mercato odierno, per chi vuole intraprendere questo percorso? Scopriamo le risposte!

Di cosa si occupa l’interior designer?

L’interior designer o designer di interni è un professionista che, dato un ambiente domestico o dedicato al business, è in grado di renderlo funzionale mettendo in primo piano arredamento, illuminazione e tutto quello che ruota attorno al mondo dell’home decor.

Sempre più richieste dal mercato

La professione dell’interior designer è sempre più richiesta sul mercato. I motivi sono diversi. Uno l’abbiamo citato nelle righe precedenti e riguarda il fatto che, con la pandemia e i lockdown, abbiamo tutti iniziato a vedere in maniera diversa i nostri spazi domestici e, in alcuni casi, a cercare di cambiarli per renderli maggiormente gradevoli.

Per quanto riguarda invece il lato business, non bisogna dimenticare che le caratteristiche degli uffici di un’azienda o dello studio di un professionista “parlano” del brand esattamente come il sito o la brochure.

Ok, viviamo in un mondo in cui l’online ha un ruolo centrale; chi esercita la sua attività professionale in uno spazio fisico non può assolutamente trascurare l’atmosfera che lo caratterizza, motivo per cui l’interior designer è un professionista richiestissimo.

Diventare interior designer: i percorsi da seguire?

L’aspirante interior designer è una persona che ama l’arredamento curato, che sa perfettamente come un determinato colore possa fare la differenza in un ambiente e che è sempre alla ricerca di soluzioni artistiche – quadri, sculture etc. – per abbellire gli interni delle case e degli uffici.

Se si ha intenzione di rendere tutto questo il centro della propria vita professionale, esistono diverse strade da seguire. Tra queste, rientra il corso di laurea in Interior Design, percorso che, solitamente, viene proposto nell’ambito delle facoltà di architettura.

Un aspetto doveroso da sottolineare in merito riguarda il fatto che, quasi sempre, quando si ha a che fare con questi corsi di laurea si inquadra percorsi a cui si può accedere con un test attestante il possesso di competenze di design.

Da non dimenticare è poi che, alla fine degli studi, per esercitare la professione non è necessario, a differenza di quanto invece accade quando si parla degli architetti, superare esami di Stato o iscriversi ad albi.

Se non si ha intenzione di intraprendere un percorso universitario, si può fare riferimento a diversi corsi di interior design post diploma. Le alte scuole di specializzazione, infatti, permettono di accedere a percorsi formativi orientati all’acquisizione di competenze nell’ambito del design di interni anche a chi è in possesso del diploma di scuola superiore.

Le materie che si studiano sono diverse. Si va dalla cultura del progetto, fino a tutto quello che ruota attorno al light design e alla tecnologia. Degno di nota è anche il focus sulla scienza dei materiali e sul disegno tecnico sia bidimensionale, sia tridimensionale.

Come promuoversi

A questo punto, è naturale chiedersi come ci si promuove nel momento in cui si è laureati o si è arrivati alla fine di un corso post diploma. Le strade da seguire sono diverse. In questo novero rientra senza dubbio la scelta di mandare il curriculum a uno studio strutturato. Il motivo è molto semplice: così facendo, si riesce a entrare in contatto con diversi professionisti, in primis gli architetti.

L’architetto e l’interior designer sono due figure che collaborano spesso e che possono essere tranquillamente definite complementari nell’ambito di molti progetti.