Anche l’intelligenza artificiale ha bisogno di dormire: lo studio

Una delle caratteristiche distintive delle macchine è che non hanno bisogno di dormire, a differenza degli umani e di qualsiasi altra creatura con un sistema nervoso centrale. Un giorno, però, questo potrebbe cambiare, secondo uno studio.

Possibili cambiamenti per l’IA

Il cambiamento arriverà quando (e se) i sistemi di intelligenza artificiale che imitano i cervelli viventi saranno incorporati nella vasta gamma di dispositivi che attualmente fanno affidamento su computer e microprocessori convenzionali per aiutarci durante la giornata. Almeno questa è l’implicazione della nuova ricerca che stanno conducendo gli scienziati.

Tale realizzazione è avvenuta mentre lavoravano per sviluppare reti neurali che si avvicinano molto al modo in cui gli esseri umani e altri sistemi biologici imparano a vedere. Stavano studiando il modo in cui queste reti simulate rispondono alla formazione del dizionario senza supervisione. In questo tipo di attività, le reti si accingono a classificare gli oggetti senza avere esempi precedenti con cui confrontarsi

I risultati suggeriscono che sia nei sistemi di intelligenza artificiale che in quelli naturali il sonno a onde lente può agire per garantire che i neuroni mantengano la loro stabilità e non abbiano allucinazioni.

Il sonno artificiale

Gli scienziati stanno appena iniziando a studiare un ulteriore vantaggio del sonno artificiale nelle loro simulazioni. Spesso, alcuni neuroni in una rete simulata non funzionano affatto quando viene avviata una simulazione.

Mentre i ricercatori costruiscono reti che assomigliano sempre più a sistemi nervosi viventi, probabilmente non dovrebbe sorprendere il fatto che sembrano aver bisogno di dormire tanto quanto noi. Allo stesso modo, la speranza è che sofisticati sistemi di intelligenza artificiale aiuteranno a comprendere più pienamente il sonno e altre caratteristiche nei sistemi biologici