Manna siciliana: di cosa si tratta e come si usa

Panorami naturali magici, luoghi dove la potenza della storia si può quasi toccare con mano, delizie del palato che rendono il nome del nostro Paese grande nel mondo: tutto questo e molto altro è la Sicilia.

Guardando nello specifico alle delizie per le papille che questa terra regala, non si può non chiamare in causa la manna. Se stai leggendo queste righe, significa che molto probabilmente ne hai sentito parlare e che vuoi sapere di cosa si tratta. Perfetto! Nelle prossime righe di questo articolo, abbiamo raccolto diverse informazioni utili in merito.

Manna, di cosa si tratta di preciso?

Iniziamo a dire che il prodotto noto come manna da frassino si raccoglie unicamente in Sicilia. Per essere precisi, la sua patria è la zona delle Madonie. Per lungo tempo e fino agli inizi del XX secolo circa, la coltura del frassino e la successiva raccolta della manna hanno rappresentato l’ossatura portante dell’economia della zona della Sicilia che si affaccia sul Mar Tirreno.

Ma di cosa si parla di preciso quando si nomina la manna? Di una sostanza dalla consistenza affine a quella della resina. Esce dai tronchi dei già citati frassini e da essi si estrae.

Proprietà

Nel corso degli anni, gli effetti della manna sul corpo sono finiti più volte al centro dell’attenzione. Guardando nel dettaglio ai benefici di questa resina, non si può non chiamare in causa la sua efficacia lassativa, ma anche gli effetti espettoranti.

Gli effetti sull’intestino sono dovuti in particolare alla mannite, uno zucchero noto anche con il nome di D-mannitolo. Ottenuto anche dalle alghe marine, come precedentemente accennato si contraddistingue per un importante effetto lassativo. Nel momento in cui viene introdotto nell’organismo, non viene né digerito, né assorbito.

Agisce richiamando acqua a livello intestinale e, di riflesso, rendendo più agevole il transito delle feci e aiutando a combattere la stipsi, una condizione fastidiosa sia a livello estetico – può provocare gonfiore addominale – sia dal punto di vista funzionale.

L’utilizzo della mannite come dolcificante è spesso consigliato da chi cerca un’alternativa allo zucchero bianco. Sono infatti diverse le riprove scientifiche relative alla sua capacità di tenere maggiormente sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue. Inoltre – e ancora una volta è la scienza a confermarlo – la mannite è un’alleata preziosa del mantenimento della mineralizzazione dei denti.

Come si raccoglie e gli utilizzi in cucina

A questo punto, è naturale farsi domande su come si raccoglie la manna siciliana. La prima cosa da dire in merito è che l’albero deve essere maturo.  Quando raggiunge questo stadio, si può procedere a intagliare il tronco – facendo attenzione a non comprometterne troppo l’integrità – in modo da permettere alla resina di scorrere liberamente.

Una cosa molto importante su cui soffermarsi riguarda i tempi: i frassinocoltori siciliani, infatti, procedono alla raccolta della manna solo quando questa è caratterizzata da una quantità sufficiente di zuccheri tale da consentire la successiva cristallizzazione della resina.

Cosa dire, invece, dell’utilizzo in cucina? Che il principale punto di riferimento è il ricorso alla manna come dolcificante a basso contenuto di glucosio e di fruttosio. Le stalattiti di questa resina cristallizzata vengono impiegate nella preparazione di torte, ma anche in quella di biscotti e budini, per non parlare di varietà speciali di panettone.

L’utilizzo della manna in cucina abbraccia anche altri ambiti oltre alla pasticceria. Per rendersene conto, è sufficiente pensare che alcuni chef la usano per preparazioni che vedono come ingrediente principale la carne (caratterizzate ovviamente anche da altri sapori dolci speciali, come per esempio quello delle mandorle).