Fashion shopping online: i capi più acquistati

Il 2020, anno che non verrà ricordato certamente come uno dei migliori della storia dell’umanità, ha visto crescere esponenzialmente il mondo dell’e-commerce. Una tendenza, a dire il vero, che era ormai in costante aumento da quasi dieci anni, ma che negli ultimi quindici mesi, complice l’avvento della pandemia ed il rispetto delle misure ad esso collegate, è esplosa in maniera definitiva. 

Ed ancora oggi, che si intravede la luce in fondo al tunnel grazie ai vaccini, non conosce alcuna flessione. Si può parlare, in tal senso, di un vero e proprio boom degli acquisti online, che consentono al consumatore di ottenere due benefici di innegabile appeal: comodità, grazie alla possibilità di ricevere i prodotti direttamente al proprio domicilio, e risparmio, in virtù di prezzi mediamente inferiori rispetto ai negozi al dettaglio. 

Il settore della moda pesa quasi il 20% del mondo dell’e-commerce 

Il settore che viene maggiormente ricercato in tema di acquisti online, è senza alcun dubbio quello dell’abbigliamento. Un trend inizialmente ad appannaggio del genere femminile, maggiormente attento a tutto ciò che ruota attorno al mondo fashion, ma che nel corso degli anni è diventato, di fatto, unisex

D’altro canto, gli uomini, come noto, non amano trascorrere intere giornate negli outlet o lungo le vie del centro cittadino alla ricerca di un vestito. Ordinare online, con la possibilità. oltretutto, di poter rispedire il capo d’abbigliamento se difforme da quanto richiesto, li mette al riparo da perdite di tempo, lasciandoli liberi di dedicarsi ad altre tipologie di attività a loro più congeniali. 

Un dato, meglio di qualunque altro, testimonia efficacemente quanto il settore della moda sia il principale volano dell’e-commerce: ogni cinque acquisti online, uno riguarda un capo d’abbigliamento. Una tendenza, il “fashion shopping” online, ormai consolidata, che non conosce battute d’arresto neanche in un periodo storico, come l’attuale, dove l’economia non brilla certo di luce propria. 

In base ad una recente indagine di mercato, la convenienza è il principale fattore che spinge i consumatori ad acquistare capi di abbigliamento online. Tramite i social più famosi ed i portali legati a questo settore, capita, non di rado, di poter beneficiare di promozioni particolarmente vantaggiose, in una possibilità di scelta estremamente ampia e variegata. 

Quali sono i capi di abbigliamento più venduti 

Il vestiario più comune, ovvero jeans, camicie, vestiti e pantaloni, pesano per quasi il 60% dell’intero fatturato del fashion online, mentre oltre il 40% è dedicato all’acquisto di accessori d’abbigliamento. In quest’ultimo caso, spiccano gli acquisti di scarpe, borse, pelletterie e capi sexy, reperibili in portali online specializzati che offrono altre tipologie di articoli come, ad esempio, gli indossabili

Analizzando più in profondità i dati, si evince come le persone dal tenore di vita medio-alto ricorrano al mondo dello shopping online per acquistare capi di pregio o lusso, di norma venduti ad un prezzo inferiore rispetto ad un negozio al dettaglio. Lo shopping online, però, non riguarda solamente il segmento delle persone più abbienti, Tutt’altro. 

Grazie all’e-commerce, infatti, intere famiglie hanno potuto risparmiare svariate centinaia di €uro: non deve stupire, di conseguenza, se i ceti medi e quelli meno abbienti siano, di gran lunga, i principali fruitori di questa opzione. Per quanto concerne le fasce d’età, al primo posto troviamo i consumatori dai 40/50 anni, quelli che, nella maggior parte dei casi, hanno anche figli a carico. La seconda fascia d’età, invece, è quella dei 30/40enni, consumatori che hanno ormai un consolidato lavoro ed hanno una discreta capacità di spesa

Il dato relativo al sesso, invece, non fa altro che confermare quanto scritto nel terzo paragrafo. Se il 10% del mercato è destinato all’acquisto di indumenti per l’infanzia, gli uomini rappresentano attualmente il 40% del mercato, mentre le donne, da sempre considerate le maggiori fruitrici del settore, si attestano al 50%. Una differenza tra i due sessi estremamente bassa, che nei prossimi anni, oltretutto, potrebbe assottigliarsi ulteriormente.